martedì 2 ottobre 2012

Fruit Ninja: CHIKU

Questa volta siamo un po' fuori stagione ma mi sono appena accorta che settembre è finito e non ho fatto il post "fruit ninja". Facciamo finta di niente e nascondiamo questa mancanza con un frutto che abbiamo provato moooolto tempo fa (mi pare fosse intorno a Natale scorso) sotto consiglio di un vecchietto al supermercato che, vedendo le nostre facce trasformatesi in due punti di domanda giganti, ci disse "chiku, very good!" porgendocene una confezione.

Vuoi non dar retta al vecchietto simpatico?!?!

Come al solito il problema principale è come sbucciarlo ma fin'ora c'abbiamo sempre azzeccato.


Dall'aspetto esteriore a me sembra una patata, tipo quelle novelle per intenderci, abbastanza sodo e senza odore. Dentro invece assomiglia tanto ad una nespola (siamo decisamente fuori stagione!),polpa gialla-arancio con dei filamenti bianchi. L'unica differenza sono i semi, neri e piatti.

E' buono? Di sicuro più delle pere cinesi!! Anche la consistenza della polpa mi ricorda le nespole (idem la buccia) ma ha un sapore più dolce con un retrogusto che sa quasi di miele. Meglio mangiarli freschi da frigo, altrimenti potrebbe risultare troppo nauseante.

Spero di non aver fatto venire voglia di nespole, o di chiku a nessuno!!

Conto di riuscire a recuperare il mese perso con un frutto davvero, davvero importante per chi vive o viene a visitare il Sud est asiatico...

mercoledì 26 settembre 2012

Tutti pazzi per la Formula 1

Gli appassionati di sport (e anche no magari) sanno che il fine settimana appena trascorso ha messo sotto i riflettori Singapore per il GP di Formula 1. Io ho scoperto chi ha vinto non perché ho visto la corsa in diretta ma perché ero in diretta su skype con l'Italia e quindi ho saputo del risultato (mio padre mi diceva "stanno inquadrando la ruota panoramica!!" e via dicendo); quindi... ha vinto Vettel. Chi sia e con che macchina corra non lo so e sinceramente non mi preoccupo molto, perdonate la mia ignoranza in materia.

Singapore si prepara mesi e mesi prima (come per qualsiasi grande evento) ad ospitare questo gran premio e la febbre da Formula 1 incomincia presto, tutti in giro con la maglietta della Ferrari, c'è qualche pezzo grosso che si sfila per le strade con qualche bolide (sto parlando di Ferrari, Lamborghini e cose del genere) e per tutto il mese di settembre lungo Orchard Road ci sono negozi di merchandising e qualche macchina delle stagioni precedenti.

Come l'anno scorso, anche questa volta ero curiosa di andare a fare un giro nella zona di Marina Bay per vedere qualche alettone (è tutto super blindato, è davvero difficile riuscire a vedere qualcosa) e sentire il classico rumore delle macchine quando passano. Quindi, macchina fotografica alla mano e via, cercando di riuscire a fotografare qualcosa! Abbiate pietà di me, ho la macchina nuova e non ho ancora preso confidenza! Qualche cosina sono riuscita a fotografare, bisogna avere solo un po' di fantasia e taaaanto buon occhio!!

Magari ora dell'anno prossimo sarò più brava e non fotograferò solo qualche nebuloso alettone ma voci di corridoio dicono che questo è stato l'ultimo GP a Singapore!

venerdì 21 settembre 2012

L'assistenza sanitaria a Singapore

L'altro giorno sono andata in quello che sarà da lunedì il mio posto di lavoro (panico!!) a portare i documenti che mi avevano chiesto, guardare il contratto e sistemare altre scartoffie necessarie per ottenere il visto di lavoro.

Tra le tante cose che dovevo completare e firmare c'era anche la visita medica. Quando mi era arrivato il foglio con gli esami da fare, ho chiesto se era possibile farli in Italia e far tradurre il referto, in modo da velocizzare le cose e avere già tutto pronto una volta arrivata a Singapore. Ma non c'è stato molto da fare, la ragazza che si occupa di queste cose in ufficio mi ha subito bloccata dicendomi che la visita doveva essere fatta da un medico della lista di quelli autorizzati a Singapore. Perché allora Stefano li ha fatti in Italia gli esami!?!? Pazienza, sarà stata una burocrazia diversa.
Così nonostante il terrore "devo andare da un medico cinese" e "chissà che malattie si nascondo in ospedale qui" ho chiesto alla ragazza dove era possibile fare il test dell'hiv e la radiografia al torace per eliminare ogni dubbio sulla tubercolosi. La sua risposta è stata: "vai in un qualsiasi policlinico"; emh.. grazie, ora mi è tutto più chiaro! Dopo aver elemosinato indicazioni su dove poter andare, e ottenendo il nome di un posto dall'altra parte della città da dove abitiamo, è saltato fuori un bigliettino con la clinica più vicina a casa, ancora meglio, dietro la fermata della metropolitana di casa nostra! Già stavo impazzendo!!

Ok, dato che era presto sono andata a fare un salto per chiedere informazioni. Al policlinico mi spediscono in una clinica più piccola dove fare le carte necessarie. Quando arrivo per chiedere cosa devo fare, questi capiscono che voglio fare l'esame del sangue subito. E qui il pensiero "oh cavolo, mi sono appena fatta hamburger e patatine e questi vogliono farmi il prelievo?? Avrò il sangue misto a olio, non posso farlo certo adesso!"
Così scopro che non c'è bisogno di appuntamento e che probabilmente posso evitare di digiunare prima del prelievo (evvai!!).
Così la mattina dopo sono andata, con la speranza che andasse tutto bene, accompagnata da Stefano, per evitare problemi.
Dopo avere fatto tutte le registrazioni necessarie, mi invitano ad entrare in una stanza dal dottore. "Buongiorno" "'giorno". "Prego, quali sono i suoi sintomi?" "Sintomi?? Emh no guardi, devo solo fare il prelievo del sangue per il visto di lavoro".
Passato l'imbarazzo, il dottore inizia a giocare con le vene del mio braccio sinistro (avrei preferito il destro veramente..) e noto con terrore che non riesce a trovare una vena. "Ascolta, in 25 anni nessun infermiere ha impiegato più di due secondi a rintracciare una vena dal mio braccio, perché tu ci stai impiegando tutto questo tempo??". Sapevo con certezza che avrebbe dovuto fare qualche buco in più e l'ago che si avvicinava mi terrorizzata; invece con un dolore per fortuna sopportabile, è riuscito al primo colpo a trovare la vena giusta. Effetto scolapasta evitato! Dopo questi momenti di terrore, mi spediscono al policlinico per r-x. Abbiamo aspettato poco tempo, mi chiamano, confermo per la quarta volta che non sono incinta e mi chiedono di togliermi maglia e quant'altro e infilare il camice (bleah). Ok,prendo un bel respiro e.... clack, radiografia fatta! Tutta questa esperienza è durata circa un'ora. In Italia ero ancora in coda a pagare il ticket!

Costo totale: 60 dollari e il referto sarebbe stato pronto il pomeriggio seguente. E così è stato, ieri pomeriggio sono andata a ritirarlo.

Giusto un appunto sull'assistenza sanitaria a Singapore.
Qui serve avere l'assicurazione sanitaria, per gli stranieri viene coperta dall'azienda, in parte o in tutto, con una somma totale spendibile ogni anno; mentre le persone del posto devono pensarci personalmente. I costi per gli esami e le visite mediche non li so, ma leggendo un po' nell'ambulatorio dove siamo stati noi dovrebbero partire dai 25 dollari in su, in relazione alla visita.
Il policlinico che abbiamo visto noi sembrava organizzato, non so quanto sia grande effettivamente, ma mi ricordava un po' quelle cliniche convenzionate che ci sono da noi, dove ogni tanto è più facile fare alcuni esami perché la lista di attesa è più breve che all'ospedale. Di sicuro sono molto più veloci e snelli nel fare le cose. Non serve appuntamento e in poco tempo la visita è fatta. Non so se per cose più importanti che una radiografia toracica sono efficienti.

Comunque, per chi volesse saperlo... sono risultata negativa ad entrambi gli esami :)

lunedì 17 settembre 2012

III atto: i Patolins e Singapore

In quest'ultimo periodo ho decisamente trascurato il blog nonostante avessi alcuni argomenti in stand-by, da scrivere nei momenti di "poca ispirazione". Il motivo di questo silenzio è ovvio quasi a tutti (parenti e amici, ovvero l'80% dei lettori) e quindi spiego solo il motivo di tanto mistero della data di un post precedente. I Patolins sono da poco più di una settimana legalmente una famiglia! Se prima né la legge italiana né quella di Singapore ci tutelava come coppia, ora abbiamo acquisito tutti i diritti (e doveri) di una coppia sposata.


Il cartello l'ho preparato la mattina stessa... e dopo ore e ore di lavoro, si è anche perso da qualche parte...

Ma eccoci di ritorno nella terra di Sandokan pronti ad iniziare con uno spirito diverso questo futuro che finalmente ha qualcosa di certo.
Questa non è l'unica novità: a luglio ho ricevuto una mail che mi chiedeva se mi trovavo ancora a Singapore e se ero ancora alla ricerca di un lavoro. Zitta zitta, non ho detto niente a nessuno per evitare una possibile 3^ delusione ed evitare facce lunghe una volta che sarebbe arrivato il rejected dal ministero del lavoro. Alla fine, non c'è stata nessuna delusione ma un visto lavorativo e un contratto di lavoro (che dovrei firmare domani).
Del lavoro magari ne parlerò più in là, quando avrò capito davvero completamente quali saranno i miei compiti!

Questo terzo rientro è stato completamente diverso dagli altri due. La prima volta ero triste che salutavo tutti a casa, ero preoccupata di fare un volo di 18 ore da sola, ero felice perché incominciava l'avventura dei Patolins. La seconda volta era diverso perché sapevo che sarebbe stato per poco tempo e che a casa mi aspettava una lista di cose da fare esagerata. Ora invece la partenza è stata difficile, il viaggio meno perché avevo il materasso (aka Stefano) e quindi ho dormito, disperata perché sapevo che la lavatrice non funzionava.
Esatto! Come ogni buona lavatrice che si rispetti, si rompono sempre di ritorno da un viaggio, quando si ha la cesta del bucato strapiena ed è quasi impossibile lavare a mano tutto.

Mi viene in mente quando io e mio fratello eravamo piccoli, di ritorno dalle vacanze, quando il bagno era pieno di mucchietti di cose da lavare divise per colori e ad un certo punto si sentiva un urlo... Ma nooooooo!!!!
Era mia madre che dava della disgraziata alla lavatrice che si rompeva nel bel mezzo di un'emergenza "devo lavare il mondo".
Quindi quando mi sono trovata la cesta piena di biancheria sporca e la lavatrice che faceva bip bip (tradotto: non ho voglia di funzionare, arrangiati) un "ma noooo!!" come quello di mia madre calzava a pennello!

venerdì 17 agosto 2012

Fruit Ninja: PERE ROSSE CINESI

Questa volta il titolo non è entusiasmante ma del resto dopo aver litigato con il motore di ricerca per trovare queste famigerate pere rosse senza avere riscontri positivi, nemmeno caricando una foto, ho capito che non c'era modo di chiamare per nome queste pere!


In ogni caso, queste pere non si meritano tutte queste attenzioni. Il loro aspetto era invitante, un colore rosso scuro con un picciolo un po' particolare, il prezzo per una confezione da sei era onesto e quindi perché non provarle??
Mai più!!

L'aspetto questa volta ci ha imbrogliato perché non sapevano di niente. Non è semplice togliere la buccia, dura e sottile, non c'è un vero torsolo ma più due semini avvolti in una specie di strato peloso.
La polpa è soda ma insipida, non sa di pera ma neanche di qualcos'altro. Alla prima prova ho pensato che forse erano ancora acerbe ma anche se lasciate a maturare fuori dal frigo la situazione non è cambiata.


Per fortuna siamo riusciti, anche se a rilento, a finire quelle sei pere tra uno spuntino e mischiate in qualche macedonia.
Questa avventura/esperimento non è stato un successo ma sono cose che capitano! Per fortuna ci sono altri frutti con un lieto fine per il nostro palato!

Al prossimo fruit ninja!

mercoledì 8 agosto 2012

La bandiera di Singapore

Qualche giorno fa ho parlato del Singapore National Day.
Un'altra cosa molto caratteristica di questa festa è la bandiera di Singapore, presente ovunque in giro per la città.
Per chi non la conosce, la bandiera di Singapore è divisa in due bande orizzontali: rossa sopra e bianca sotto. Nella banda rossa è presente una mezza luna che simboleggia la nazione che sta crescendo, e cinque stelle che rappresentano gli ideali di democrazia, pace, progresso, giustizia ed uguaglianza.


Quale occasione migliore per mettere in risalto questi valori se non la festa nazionale?


Domenica scorsa ci sono state le prove generali (a questo link trovate le foto) e nello sfogliare le immagini mi hanno colpito alcune frasi.

Love is the bond that unites us as one people
L'amore è il legame che ci unisce come popolo
Identity is knowing who we are and what we can be
Identità significa sapere chi siamo e cosa possiamo essere

Come si può vedere, l'orgoglio patriottico c'è e si vede! Guardate queste immagini che gentilmente in mio inviato speciale (la mia dolce metà per chi non l'avesse capito) ha scattato in giro per la città.



Vorrei giusto fare un appunto su quanto Singapore e la gente sia patriottica. Parlando con le persone del luogo, leggendo i giornali, si vede che hanno una forte identità, nonostante sia un gran miscuglio di lingue, razze, religioni e culture. Potrebbe suonare strano che un Paese che ha conquistato la sua indipendenza solo negli anni Sessanta, abbia dei valori così forti e radicati nella gente tanto da veder capeggiare anche nei tabelloni pubblicitari
"proud to be a Singaporean"

lunedì 6 agosto 2012

Happy Birthday Singapore!

Il 9 Agosto è festa nazionale a Singapore, si festeggia il National Day. Infatti il 9 agosto 1965 venne proclamata l'indipendenza della repubblica di Singapore, dopo solo un anno di distanza dall'unione con la Federazione Malese e dal distacco dal Commonwealth.

Nel corso della storia Singapore è stato un punto di arrivo per molta gente proveniente da Malesia, India, Cina e Indonesia e tutt'ora questo meltin'pot di colori, suoni e lingue è caratteristico dell'Isola. Ma la Singapore "moderna" così come la conosciamo oggi è da attribuirsi all'arrivo di Sir Raffles, l'inglese che trasformò la città in un importante centro portuale. Ancora oggi il nome Raffles è facile incontralo, c'è una fermata della metro "Raffles Place", strade e uno dei più belli e lussuosi hotel della città, il Raffles Hotel.

Dopo queste pillole di storia locale, vorrei soffermarmi sull'orgoglio nazionale che caratterizza i singaporeni; ci tengono molto alla loro identità nonostante la nazione sia davvero giovane e cercano di dimostralo sempre. A maggior ragione, il National Day è l'occasione migliore per mettere in scena uno spettacolo davvero "caratteristico" se guardato con occhi estranei.
Prima della mia partenza passeggiando nella zona di Marina Bay, ci siamo imbattuti nelle prove per la parata e una simpatica signora, vedendoci abbastanza sbigottiti dai cannoni che sparavano a salve, dalle motovedette della polizia, dagli elicotteri che hanno trasportato una bandiera gigantesta (e ho la prova), ci ha spiegato quanto sia importante che tutto fili liscio quel giorno e che rispecchi la perfezione. Per di più quest'anno è ancora più importante dato che ci sono appena state le elezioni.


Insomma... un vero e proprio spettacolo di quale sia la forza (anche militare) di Singapore.


Sarei stata curiosa di vedere la parata, ma non so se avrei comprato i biglietti per assistere (non è gratis ovviamente!). In compenso mi sono accontentata di vedere qualche prova, due fuochi d'artificio ed essermi tappata le orecchie con il passaggio degli F15 e F16 sopra la nostra testa!

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