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domenica 27 gennaio 2013

The Fine City

Singapore viene soprannominata the fine city, che in realtà ha due significati: "la bella città" e anche "la città delle multe". Per il secondo significato, l'elenco delle infrazioni che possono lasciarvi con una multa in mano sono tante e alcune un po' bizzarre. Ma andiamo con ordine:
  • Non si può sputare per terra. Pratica molto comune tra i cinesi, è una cosa che tutt'ora mi disgusta soprattutto perché (scusate la poca delicatezza) non usando fazzoletti, tirano su con il naso e di conseguenza scatarrano per terra o se sono in prossimità di un bidone cercano di fare canestro. Bleahh!!! Che schifo! Vi dico se vi capita qualcuno sul bus vicino che inizia a tirare su con il naso per tutto il tempo... mi viene un irrefrenabile impulso di chiedergli se vuole un fazzoletto!
  • Le cicche o chewing gum sono illegali. Di questo ne avevo già parlato tempo fa, quando tornati dalla Malesia avevo fatto scorta di cicche. Sono ancora chiuse, mai aperte ma penso che siano anche da buttare. Il pacchetto di Vigorsol che ha attraversato l'oceano e raggiunto Singapore discretamente è finito nella pattumiera poco tempo fa perché le cicche si erano sciolte (nulla dura molto qui... il caldo è ditruttivo!). Su questa regola sono più restrittivi ma del resto, non potendo comprarle è anche difficile non rispettare la regola. Con i turisti ruminanti sono abbastanza permissivi fin quando non buttano le cicche per terra.
  • Sporcare per terra. Non si fa! Peccato che a me capita di vedere un sacco di pattumiera per terra vicino alle siepi e i canali di raccolta dell'acqua.
  • Niente cibo o durian sui mezzi pubblici. Mangiare una caramella è accettato ma spesso e volentieri ho beccato gente pranzare!

Potrei continuare con la lista volendo, ma voglio soffermarmi su una regola in particolare... la grande e temutissima PDA.
PDA signifa Public Display of Affection e affligge tutte le coppiette di innamorati di Singapore.


In sostanza, non si può dimostrare troppo affetto per la propria dolce metà in pubblico, ma anche in casa propria se il vicino di casa potrebbe vedervi. Se siete troppo affettuosi, preparatevi a pagare una multa e anche salata! Io invece la multa la darei a chi mi sbircia dentro casa. Insomma, a Singapore non si può dare un bacio in pubblico, abbracciarsi, ecc... rischiate anche di essere fotografati da qualche passante e finire sul giornale scandalistico della città.

Del resto, i Singaporeni sono i meno emotivi del mondo, come lo dimostra uno studio pubblicato sul Guardian poco tempo fa (leggi qui); lavorano tanto, forse troppo e non si godono appieno la vita. Non mi stupisce che siano arrivati ultimi in classifica!
Esempio? Una mia collega di lavoro ha solo 22 anni e il sabato mattina di sua spontanea volontà va a lavorare perché non ha altro da fare; i weekend sono solo un'occasione per dormire e non uscire di casa. Vive a Singapore da anni ma non ha mai visto nulla della città se non due o tre centri commerciali nella zona dove vive. (Noi abbiamo praticamente visto tutto quello che era possibile vedere in un anno e mezzo..).

Buon weekend e un bacione!!! (Spero non arrivi la multa!!!)

giovedì 3 gennaio 2013

Buon 2013!!

Auguri!!!
Come ogni anno, anche il 2013 è iniziato con una serie di buoni propositi che stanno già vacillando... Non mi metto a elencare le milioni di cose che ogni anno mi pongo di fare perché altrimenti la lista sarebbe lunga e un po' banale. Di sicuro però posso far rientrare la voglia di continuare a scrivere il blog, anche se ultimamente ho trascurato per diversi motivi; infatti ho già in lista alcune foto per ben 3 "fruit ninja" che spero di riuscire a pubblicare al più presto!

Ci sono anche altre idee che mi frullano in testa ma solitamente mi viene l'ispirazione mentre sono sul pullman, sulla strada del ritorno dal lavoro, senza poter mettermi a scrivere una bozza o un intero post. A volte inizio a memorizzare in testa qualcosa ma poi una volta arrivata davanti al pc, tutto il lavoro svanisce!

In questo momento mi vengono in mente tantissime altre cose, per lo più aneddoti che andrebbero raccontati al momento e che quindi una volta che cerco di scriverlo perde il fascino del momento.

In ogni caso, questo capodanno è stato molto intimo, eravamo noi due e circa mezzo milione di Singaporeni tutti ammassati a Marina Bay in attesa di vedere i fuochi d'artificio. La festa è durata poco, dato che qui non è una festa molto importante e ne ho avuto prova quando i miei colleghi mi hanno spiegato che per loro è un giorno normale e che sarebbero rimasti a casa (a mio parere un po' triste se hai 30 anni circa). Ovviamente non hanno idea dei cenoni in casa di amici, con aperitivi che sazierebbero un esercito (chissà perché ci abbuffiamo sempre su quelli..) primo, secondo e ovviamente panettone e/o pandoro con crema al mascarpone e spumante da stappare una volta scoccata la mezzanotte.

I fuochi sono scenografici qui, anche se devo dire che non erano molto diversi da quelli dell'anno scorso.

Ecco alcune foto...




martedì 30 ottobre 2012

Fruit Ninja: DURIAN

Come promesso questo mese è dedicato ad un Protagonista con la P maiuscola. Il frutto che molti conoscono di fama ma non di puzza, emh... "odore". Oggi si parla di
DURIAN!!

Con un eccezione: io finora ho assaggiato tutti i frutti di cui ho parlato in questa rubrica, ma per Lui questa regola non vale.

Sarebbe meglio se Stefano pubblicasse questo post, dato che è stato lui il coraggioso a provarlo (io sono rimasta a debita distanza, anche da Stefano dopo l'assaggio, ad osservare e documentare la scena). Complice un collega di Stefano che si è offerto volontario per l'acquisto, sono riuscita a convincerlo a provare il Durian (serviva una spinta).

Caratteristiche particolari: PUZZA! O meglio, ha lo stesso odore di uova marce mischiate ad una fogna (difficile distinguere le due) percettibile anche da grandi distanze. Viene venduto in bancarelle specializzate già sbucciato e confezionato per limitare l'odore. Per chi non ci credesse, è vietato anche portarlo sui mezzi pubblici!

Come si può notare, il guscio esterno è duro e sembra spinoso ma in realtà sono protuberanze della buccia. Al suo interno c'è una polpa gialla (la tonalità dipende da quanto è giovane o stagionato il frutto) dalla consistenza più o meno morbida. Usando parole del tester (Stefano): al primo impatto sembra sodo e compatto ma appena lo si morde, si incide l'involucro e al suo interno è cremoso, tipo un formaggio molle.

Superato l'ostacolo odore, il sapore ricorda la crema all'aglio con un retrogusto dolce (ma dipende dalla varietà), che persiste in bocca al lungo (forse fin troppo, aggiungerei io, anche dopo aver lavato i denti).
Leggende metropolitane dicono che l'unico modo per eliminare l'odore, sia quello di bere dell'acqua usando come recipiente il guscio del durian.

*A questo punto il tester si è rifiutato di continuare gli esperimenti*

Scherzi a parte, Stefano si sente molto orgoglioso di aver superato questa sfida, ma la cosa probabilmente non si ripeterà in futuro. Io invece continuo a vivere felice senza aver superato la sfida!

giovedì 25 ottobre 2012

Mangiare italiano in Asia: la mia pausa pranzo

Avrei voluto rimandare questo post ad un altro momento, dopo aver raccolto un po' di foto ma dopo quello che è successo questa settimana ho capito che non potevo aspettare ancora molto...

Volevo parlare della mia pausa pranzo. I primi giorni di lavoro mi sono portata una panino con frittata o affettato giusto per essere sicura di mangiare un boccone, non sapendo come funzionasse la pausa pranzo in ufficio. Al terzo giorno mi sono fatta coraggio e sono andata fuori con i colleghi pensando che fosse un modo come un altro per socializzare.

L'impatto con la food court non è stato dei migliori, ma dovendo mangiare e non avendo molte alternative mi sono arrangiata: riso in bianco (come si mangia qui, cotto al vapore) e due tipi di verdure di contorno (non so se sia il riso il contorno o il resto sinceramente). La food court in questione non è esattamente il posto dove mi fermerei a mangiare in condizioni normali ma dopo averla provata due volte, senza avere effetti collaterali di nessun tipo ho pensato che ogni tanto si potesse fare uno sforzo e andare a mangiare in compagnia.
Ma mi sbagliavo; dopo due settimane mi ero già stufata di mangiare riso e verdure almeno due volte alla settimana. Così, dopo essermi organizzata, ho incominciato a portarmi da casa il pranzo, complice anche il fatto di aver trovato un lunch box davvero carino, con tre scomparti, piccolo e utile da portarsi dietro.

Ammetto che non tutte le sere ho molta voglia di cucinarmi il pranzo ma al pensiero dell'alternativa, mi vengono in mente piatti elaborati da grande chef! Così questa settimana ho elaborato un menù della settimana.
Lunedì: pancakes avanzati dalla colazione di domenica con macedonia.
Martedì: farfalle integrali (Barilla, ci tengo a precisare) in insalata con broccoletti e sfoglie di grana.
Mercoledì: polpette con mini philadelphia e pane (in cassetta ovviamente).
Giovedì: fusilli in insalata con pomodorini ciliegia, olive nere e cubetti di pecorino.
(Alcuni degli ingredienti sono stati importati dall'Italia a settembre; penso sia introvabile il pecorino qui!!). Domani qui è festa, ecco perché manca venerdì all'elenco!

La parte divertente è stata quando una mia collega ha voluto provare le farfalle: era disgustata. Nulla è servito spiegarle che fusilli, maccheroni, penne e tutta la pasta nelle sue diverse forme hanno gli stessi ingredienti. Lei ha continuato a dire che non è vero e che le piacciono solo gli spaghetti (io penso che sia per l'assomiglianza ai noodle). Oggi la storia si è ripetuta; non ha voluto assaggiare questa volta (e devo dire che il profumo di basilico e pomodoro quando ho aperto il contenitore faceva venire l'acquolina in bocca!) ma è uscita con una battuta che ha ferito il mio orgoglio di "piccola massaia italiana".
Cito testuali parole: "you see?! you always eating in THAT way". (vedi? mangi sempre in QUEL modo!)
Non ho risposto, altrimenti avrei iniziato a paragonare quanto fosse nutriente la mia pasta in insalata rispetto a riso bianco e roba fritta. Non ho contato le calorie ma volete mettere a confronto le due cose?

A questo punto ho capito che io continuo a mangiare pasta, cous cous e polpette e il riso in bianco lo lascio a loro!

Avrei voluto mettere delle foto dei miei pranzi al sacco, spero di rimediare prossimamente!

mercoledì 10 ottobre 2012

Geco...

Un post veloce veloce giusto per farvi partecipi di quello che mi è successo stasera una volta tornata a casa.

Sapete qual è il mio rapporto con i gechi (e ne avevo già parlato precedentemente) ma stasera in cucina mi è caduto l'occhio su qualcosa di strano e non ho potuto non immortalare questa scena.
Per la precisione: non ho mai osservato un geco da così vicino (anche se ho usato lo zoom!).

L'ho trovato così immobile, attaccato al bordo di un pensile della cucina... chissà chi ce lo portava lì!

Prima mi sono fatta quattro risate, poi ho aspettato che arrivasse Stefano per sfrattarlo (c'era rischio che cadesse nella padella con la nostra cena dentro...). Alla fine ha avuto la meglio lui (per ora si intende) ed è nascosto da qualche parte in sala, ma sono sicura che tornerà in cucina alla ricerca di qualche formica!

venerdì 21 settembre 2012

L'assistenza sanitaria a Singapore

L'altro giorno sono andata in quello che sarà da lunedì il mio posto di lavoro (panico!!) a portare i documenti che mi avevano chiesto, guardare il contratto e sistemare altre scartoffie necessarie per ottenere il visto di lavoro.

Tra le tante cose che dovevo completare e firmare c'era anche la visita medica. Quando mi era arrivato il foglio con gli esami da fare, ho chiesto se era possibile farli in Italia e far tradurre il referto, in modo da velocizzare le cose e avere già tutto pronto una volta arrivata a Singapore. Ma non c'è stato molto da fare, la ragazza che si occupa di queste cose in ufficio mi ha subito bloccata dicendomi che la visita doveva essere fatta da un medico della lista di quelli autorizzati a Singapore. Perché allora Stefano li ha fatti in Italia gli esami!?!? Pazienza, sarà stata una burocrazia diversa.
Così nonostante il terrore "devo andare da un medico cinese" e "chissà che malattie si nascondo in ospedale qui" ho chiesto alla ragazza dove era possibile fare il test dell'hiv e la radiografia al torace per eliminare ogni dubbio sulla tubercolosi. La sua risposta è stata: "vai in un qualsiasi policlinico"; emh.. grazie, ora mi è tutto più chiaro! Dopo aver elemosinato indicazioni su dove poter andare, e ottenendo il nome di un posto dall'altra parte della città da dove abitiamo, è saltato fuori un bigliettino con la clinica più vicina a casa, ancora meglio, dietro la fermata della metropolitana di casa nostra! Già stavo impazzendo!!

Ok, dato che era presto sono andata a fare un salto per chiedere informazioni. Al policlinico mi spediscono in una clinica più piccola dove fare le carte necessarie. Quando arrivo per chiedere cosa devo fare, questi capiscono che voglio fare l'esame del sangue subito. E qui il pensiero "oh cavolo, mi sono appena fatta hamburger e patatine e questi vogliono farmi il prelievo?? Avrò il sangue misto a olio, non posso farlo certo adesso!"
Così scopro che non c'è bisogno di appuntamento e che probabilmente posso evitare di digiunare prima del prelievo (evvai!!).
Così la mattina dopo sono andata, con la speranza che andasse tutto bene, accompagnata da Stefano, per evitare problemi.
Dopo avere fatto tutte le registrazioni necessarie, mi invitano ad entrare in una stanza dal dottore. "Buongiorno" "'giorno". "Prego, quali sono i suoi sintomi?" "Sintomi?? Emh no guardi, devo solo fare il prelievo del sangue per il visto di lavoro".
Passato l'imbarazzo, il dottore inizia a giocare con le vene del mio braccio sinistro (avrei preferito il destro veramente..) e noto con terrore che non riesce a trovare una vena. "Ascolta, in 25 anni nessun infermiere ha impiegato più di due secondi a rintracciare una vena dal mio braccio, perché tu ci stai impiegando tutto questo tempo??". Sapevo con certezza che avrebbe dovuto fare qualche buco in più e l'ago che si avvicinava mi terrorizzata; invece con un dolore per fortuna sopportabile, è riuscito al primo colpo a trovare la vena giusta. Effetto scolapasta evitato! Dopo questi momenti di terrore, mi spediscono al policlinico per r-x. Abbiamo aspettato poco tempo, mi chiamano, confermo per la quarta volta che non sono incinta e mi chiedono di togliermi maglia e quant'altro e infilare il camice (bleah). Ok,prendo un bel respiro e.... clack, radiografia fatta! Tutta questa esperienza è durata circa un'ora. In Italia ero ancora in coda a pagare il ticket!

Costo totale: 60 dollari e il referto sarebbe stato pronto il pomeriggio seguente. E così è stato, ieri pomeriggio sono andata a ritirarlo.

Giusto un appunto sull'assistenza sanitaria a Singapore.
Qui serve avere l'assicurazione sanitaria, per gli stranieri viene coperta dall'azienda, in parte o in tutto, con una somma totale spendibile ogni anno; mentre le persone del posto devono pensarci personalmente. I costi per gli esami e le visite mediche non li so, ma leggendo un po' nell'ambulatorio dove siamo stati noi dovrebbero partire dai 25 dollari in su, in relazione alla visita.
Il policlinico che abbiamo visto noi sembrava organizzato, non so quanto sia grande effettivamente, ma mi ricordava un po' quelle cliniche convenzionate che ci sono da noi, dove ogni tanto è più facile fare alcuni esami perché la lista di attesa è più breve che all'ospedale. Di sicuro sono molto più veloci e snelli nel fare le cose. Non serve appuntamento e in poco tempo la visita è fatta. Non so se per cose più importanti che una radiografia toracica sono efficienti.

Comunque, per chi volesse saperlo... sono risultata negativa ad entrambi gli esami :)

sabato 28 luglio 2012

Basilico e Singapore: il nostro orto

Oggi ho voglia di parlare di un membro della famiglia Patolins molto particolare:
Basilino.

Basilino è stato adottato, dopo che al supermercato ci faceva sempre gli occhi dolci e ci inebriava con il suo profumo.
Complice la presenza di mia madre (e quindi la memoria risale al mese di novembre 2011) l'abbiamo strappato dalle grinfie del banco frigo per dargli una casa tutta nuova. Sul balconcino di casa c'erano una pianta grassa talmente secca che al deserto le piante sono più verdi, alcuni vasi abbandonati con della terra e una paletta.

Io non ho il pollice verde, ma mia madre si; quindi tutto il lavoro sporco (nel vero senso della parola) l'ha svolto lei! Alla fine Basilino aveva la sua casetta nuova e noi potevamo usare qualche foglia per il sugo.

Il mio compito era annaffiarlo tutti i giorni, stando attenta a non lasciare troppa acqua nel sottovaso per evitare di far nascere una colonia di zanzare. Fino a Dicembre tutto procedeva bene... lui cresceva e noi avevamo il basilico fresco per dare un tocco in più ai piatti.

Un giorno mi sono detta "devo fare una foto a Basilino, così documento come sono brava". Del resto, far crescere del basilico a Singapore non è cosa da poco, un giorno senza acqua è come andare incontro a morte certa.
Insomma... complice il fatto che non c'era abbastanza luce ho posticipato il set fotografico. Quello stesso giorno la vicina di casa aveva messo lo stendibiancheria sul balcone (il balcone è un corridoio in comune che porta agli ingressi dei vari appartamenti) e fin qui nulla di strano. Peccato che è arrivata una folata d'aria pazzesca e abbiamo sentito un botto: era caduto lo stendibiancheria della vicina. Cose che capitano. La nostra giornata è andata avanti tranquillamente fino a quando uscendo di casa in serata abbiamo trovato due rametti di Basilino completamente tranciati (indovinate dove è caduto lo stendibiacheria..).

Disperazione prima, rabbia dopo. Arrggh!!! Con tutta la fatica che ho fatto!
Alla fine abbiamo recuperato le foglie dei rami rotti, messe in freezer e sperato che il resto del basilico andasse avanti. Invece dopo poco tempo ha incominciato a seccarsi tutto (e lo annaffiavo tutti i giorni, non pensate male!) e quindi prima di perdere anche le ultime foglie rimaste, ho tirato su tutto. Ora quello che rimane di Basilino è nel freezer.
A settembre ci riprovo! Stavolta mi toccherà travasare a me la pianta ma ci proverò! Lo metterò anche lontano dall'ingresso dei vicini prima che mi rompino anche questa, e farò più foto!

lunedì 25 giugno 2012

Mochi

Per sconfiggere la calura che in questi giorni ci tiene compagnia sia di giorno che di notte l'unica alternativa possibile è infilarsi in un centro commerciale e godersi l'aria condizionata. E così è stato, provati dall'afa abbiamo puntato su uno dei tanti centri commerciali presenti sulla lista "malls to see" e siamo partiti per Bugis+. Ci siamo passati davanti parecchie volte senza però entrarci mai (sarà perché era più comodo quello di fronte con il collegamento diretto con la metro). Eppure da fuori sembrava carino, soprattutto la sera quando le pareti esterne fanno dei giochi di luce.


Un modo come un altro per passare la giornata senza rischiare scottature passeggiando al parco. E dato che stavamo bruciando troppe poche calorie non potevamo non fare merenda. Cosa c'è di meglio che dei dolcetti giapponesi così invitanti e tutti colorati?!?
Non abbiamo potuto resistere... che MOCHI siano!

Ma cosa sono i mochi?? I mochi sono delle palline di farina di riso glutinoso (in inglese rende meglio glutinous rice flour) con all'interno un impasto simile alla frutta frullata e addensata. Sono poi cotti al vapore e lasciati raffreddare. Hanno la consistenza delle caramelle alla gelatina, leggermente più compatte e meno dolci.
Li avevo già provati altre volte, al thé verde e alla fragola in un ristorante giapponese ma questi erano davvero davvero un'altra cosa! Deliziosi è dire poco!

Il compito più difficile è stato scegliere due gusti! Alla fine abbiamo optato per uno ai mirtilli e yogurt e l'altro alla pesca. Il commesso c'ha detto di aspettare una decina di minuti prima di mangiarli e resistere alla tentazione di affondare i denti in queste palline morbide dato che erano congelate!




Ci siamo così diretti al parco davanti al ParkView Hotel, un posto tranquillo, rilassante dove poterci riposare, fare quattro chiacchiere e gustarci i nostri dolcetti.



Dopo questa esperienza la voglia di provare a farli in casa è tanta... qui mi manca un bamboo steamer e non ho ancora elaborato un'alternativa alla cottura a vapore. In ogni caso ho deciso che la farina di riso la compro, al massimo butto via qualche dollaro se non trovo un ripiego appena torno tra i fornelli in Italia.

E molto probabilmente tornerò presto in quel negozietto... ho ancora una decina di gusti da provare! Ad esclusione della patata dolce e red been! Se volete la lista completa, qui trovate il sito del negozio dove abbiamo fatto shopping! Non spaventatevi del prezzo... qui non c'era nulla che superava i 3dollari sg!

lunedì 18 giugno 2012

Un weekend di escursioni

Come ogni settimana, all'avvicinarsi del weekend c'è sempre da scegliere dove andare, cosa scoprire e come si vuole passare la giornata. Questo weekend l'abbiamo passato all'insegna del bel tempo e all'aria aperta. Sabato con i colleghi di Stefano abbiamo organizzato un'uscita all'East Coast Park giocando a fresbee, molto di moda da queste parti, e spiluccando snack vari.
Un pomeriggio passato tra risate e chiacchiere, ammirando il mare e i meno poetici cargo immobili nella loro grandezza, ormeggiati al largo della costa.

Mi piace sempre tornare in questo parco, sentire la brezza marina, l'aria che toglie l'umidità e il senso di caldo che ci portiamo addosso tutti i giorni. Peccato che sia a poco più di un'ora di strada tra metro e bus da casa, altrimenti andrei più spesso a passare qualche pomeriggio in compagnia di un bel libro. Ci sarebbe anche la voglia di farsi un tuffo in acqua ma il colore e il porto accanto toglie ogni speranza di potersi fare un bagno… peccato!

Dopo un sabato di relax, la domenica non poteva non essere una giornata di escursione! Una volta eliminata l'opzione centri commerciali, non ci restava che decidere quale parco andare a visitare (nonostante la grande urbanizzazione dell'isola, ci sono ancora tantissime aree verdi).
La scelta è caduta su Mount Faber Park, un parco poco lontano dall'isola di Sentosa, che avevamo già tentato di visitare tempo fa senza successo a causa di un temporale decisamente forte che ci aveva costretti ad un retro front quasi immediato.
Ricapitolato il percorso e i punti da non perdere, ci siamo armati di zaino, acqua (moooolta acqua), asciugamano e macchina fotografia e siamo partiti, nella speranza che il tempo rimanesse sereno. E così è stato, il sole si sentiva eccome! Per fortuna avevo la protezione solare :) e il percorso non era in salita ma principalmente in piano con qualche zona all'ombra ed aerata.

Siamo partiti da Mount Faber e siamo arrivati a Kent Rigde Park, circa quattro fermate della metro di distanza da quella di partenza, passando per ponti di ferro sospesti sopra la vegetazione (per fortuna ho guardato sotto solo a fine percorso!), giardini botanici con statue e piante particolari, qualche ponte un po' futuristico e tanti tanti chilometri! In linea d'aria saranno stati 7 chilometri di passeggiata!!


Una volta tornati a casa e rilassati un attimo, la stanchezza ha iniziato a farsi largo, fino a crollare sul letto addormentati! Ne è valsa davvero la pena, un'ottima escursione!!

giovedì 14 giugno 2012

Sfogo di un pendolare

Come ogni giorno torno a casa prendendo il bus navetta tra l'università e la stazione della metro. Cinque fermate e 500/600 metri dopo sono a casa. Ok, chi fa il pendolare seriamente vorrà probabilmente insultarmi ma fatemi finire. Ora, capisco che il bus è un servizio interno gratuito e che se volessi un servizio ``migliore'' potrei prendere quello a pagamento, ma perché quando non c'è nessuno alla fermata arrivano 2 bus uno dietro l'altro e quando c'è ressa arrivano con il contagocce?

Inoltre, perché i singaporeni, famosi per fare la fila in ogni occasione, non la fanno per salire sui mezzi pubblici? Ignorando bellamente segnali e cartelli indicanti chiaramente di ``far scendere i passeggeri PRIMA di salire''. O anche la semplice logica che, se non esce qualcuno col cavolo che qualcun'altro entra in carrozza.

E per concludere: perché i pedoni si guardano i telefilm sull'iPad nuovo di pacca mentre camminano per strada? Puntualmente camminando in mezzo alla corsia pedonale e con un moto oscillatorio perfettamente in sincrono con i miei tentativi di superarli? Secondo me lo fanno apposta sfruttando il riflesso del bordo dell'iPad.

lunedì 11 giugno 2012

Ghiaccio...li!

In questi giorni sta facendo sempre più caldo, anche la notte è quasi impossibile non sciogliersi; purtroppo sul giornale ho letto che secondo i meteorologi nelle prossime settimane farà ancora più caldo, e durante la notte le temperature sfioreranno i 30 gradi. Per noi che nonostante l'aria condizionata, ci affidiamo all'aria corrente, sapere che non potremo godere della brezza delle finestre aperte non è piacevole. A questo punto la domanda sorge spontanea: "se avete l'aria condizionata, perché non la usate?". Effettivamente sarebbe una domanda lecita peccato che il condizionatore è letteralmente attaccato alla griglia della finestra che non si può chiudere; di conseguenza, sarebbe uno spreco, e poi io personalmente ne immagazzino così tanta di aria condizionata nei centri commerciali, sulla metro o semplicemente passando davanti ai negozi che poterne fare a meno a casa è una gran cosa. E poi abbiamo già la ventola del vicino di casa che va giorno e notte ad accompagnarci, se accendo pure il nostro condizionatore mi sveglierei con un mal di testa!

In compenso, ho trovato il modo per prepararmi a questa ondata di caldo (anche qui deve arrivare l'estate vera, no?!?!). L'altro giorno gironzolando nel mio negozio giapponese preferito, dove tutto costa due dollari ho trovato le formine per i ghiaccioli... potevo resistere?? Ovvio che no! L'unica pecca è che posso fare solo quattro ghiaccioli alla volta, però mi posso accontentare!

Non sono carini?

Ad ogni modo non abbiamo perso tempo e abbiamo subito voluto testarli.
Primo gusto: ARANCIA!
Io non sono una grande fan dei ghiaccioli al limone o all'arancia soprattutto perché contengono principalmente aromi artificiali; questa volta però mi sono dovuta ricredere. Abbiamo comprato le arance (ho scelto io la varietà più dolce, altrimenti Stefano avrebbe preso le prime che capitavano) e dopo una veloce ricerca su google per trovare la ricetta, abbiamo scoperto che oltre ad essere estremamente facile, si possono fare davvero tanti esperimenti, uno più invitante dell'altro.

La ricetta? Semplicissima: 200ml di acqua, 3 cucchiai di zucchero (io sono andata ad occhio) e il succo di 3 arance, circa 250ml (la varietà che abbiamo preso noi era molto succosa). Intanto che l'uomo di casa spremeva con la sua forza bruta le arance (non abbiamo lo spremi agrumi) io ho sciolto lo zucchero nell'acqua a fuoco medio-basso e poi ho mischiato tutto. Più facile di così!

Il risultato non era per niente brutto, a vedersi...

e anche a mangiarsi!

martedì 5 giugno 2012

Bubble tea

Pensando a come definire un bubble tea mi vengono in mente due parole: freschezza e dissetante. Ed è per questo che chiunque li abbia provati adora i bubble tea e del resto a Singapore sono una tradizione, o meglio, un vero status symbol. In ogni angolo della città ci sono i negozi specializzati che vendono questi thé aromatizzati, colorati, con le caramelle di gelatina (che qui si chiamano pearls) e di conseguenza è difficile trovare in giro persone senza un bubble tea. Sicuramente il più famoso è il classico Milk tea, semplicemente thé rosso con l'aggiunta di latte, il tutto frullato con del ghiaccio. Il colore sembra quello di un cappuccino, un pochino meno dolce ma di sicuro rinfrescante dopo una passeggiata in giro per la città. Se poi si ha un certo languorino è ideale aggiungere le pearls, anche se devo dire che a volte sono un po' troppe per i miei gusti... Se non si ha voglia del solito thé si può optare per qualche altra bevanda alla frutta o con il caffè.

Come tutto ciò che riguarda il cibo, esistono diverse catene di bubble tea shops a Singapore; quello più famoso e apprezzato dalla gente locale si chiama Koi Café. Io sinceramente non l'ho ancora provato perché ogni volta che passo davanti al negozio nel nostro quartiere c'è sempre una coda di almeno 15 persone e mi passa la voglia di fermarmi! In compenso adoro un altro negozio, di cui avevo accennato qualche post fa, Each a cup. Secondo me uno dei posti migliori dove fermarsi a prendere qualcosa di buono, goloso e fresco! In questa catena si possono trovare tantissime opzioni tra cui scegliere, a partire dal thé rosso o verde, al tipo di frutta, passando dal un semplice smoothie con ghiaccio a quello con l'aggiunta di yogurt. C'è davvero l'imbarazzo della scelta, tanto è vero che sarò arrivata ad un quinto della lista! Il prossimo da provare sarà il green apple smoothie, speriamo che sia buono come gli altri. Se volete farvi un giro sul sito, ecco il link.


Ma a Singapore non ci sono solo i bubble tea, ma anche i succhi di frutta o, come sarebbe meglio chiamarli, frullati di frutta. Sia nelle foodcourt che in negozi specializzati è possibile creare il proprio succo di frutta scegliendo tra una miriade di frutta fresca, combinare tra loro due o più frutti e in meno di due minuti direttamente dal frullatore si ha un ottimo frullato. Meglio di così! Il modo migliore per bere qualcosa di fresco e nel frattempo fare il pieno di vitamine.
Sperando di avervi ingolosito vi lascio con una vignetta che mi ha dato l'idea di scrivere questo post... CHEERS! fonte

venerdì 4 maggio 2012

Gechi & Co.

Quando sono tornata a casa qui in Italia uno degli aneddoti che più ho raccontato o che mi hanno chiesto di raccontare è il mio rapporto di amore-odio con i gechi: viscidi rettili che si infilano ovunque (questa è la mia descrizione,non quella di wikipedia). Ho già avuto modo di presentarvi il nostro inquilino che non paga(va) l'affitto e che invitava anche altri amici tra un weekend e l'altro. Ho scritto pagava perché poco tempo fa Stefano è riuscito a dargli lo sfratto e ha dovuto cercarsi un'altra casa dove stare (permettemi di dire una cosa: Vittoria!!!) Ad ogni modo, c'è chi incuriosito dal mio terrore e dalle varie avventure che ho avuto con questo animaletto mi ha chiesto com'è un geco, cosa fa, cosa/chi mangia e altre cose del genere. Ovviamente a casa sono stata presa per la fifona che ha paura di una lucertolina e che urla per niente. Cosa ci devo fare? Mi fanno schifo!! Gli unici rettili che non mi fanno inorridire sono le tartarughe (se qualcuno dovesse mai andare in vacanza a Singapore, consiglio il museo delle tartarughe, una famiglia ne colleziona di vere e di riproduzioni tanto da essere nel guinness dei primati). Ma torniamo a noi. Che strano animale è il geco? Possiamo paragonarlo ad una lucertola, più piatta, solitamente dal colore sabbia-beige chiaro con una velocità a nascondersi impressionante. Si ciba di altri insetti, e ad ogni pasto lascia un ottimo ricordino sui muri o dove gli capita (una mattina ha usato come bagno personale il lavello della cucina; non sono ancora sicura di averlo disinfettato abbastanza quel giorno). Una volta ho schiacciato un insetto sul muro, cinque minuti dopo era sparito il cadavere, penso che avrei dovuto ringraziare il geco per aver pulito il muro. Questa è un suo primopiano, forse un po' sfuocato :)
Comunque pensavo che qui a casa sarei stata al sicuro da certi "attentati" da parte di queste lucertoline e invece oggi pomeriggio fuori dalla finestra di camera mia ho trovato questo:
Sarà che sono perseguitata?? Molto probabile! Mia nonna mi ha regalato un braccialetto con un ciondolo a forma di geco! Se questo è solo una coincidenza... Quando tornerò a casa spero di non ricevere un simpatico benvenuto da parte dei gechi!!

domenica 4 marzo 2012

E l'imprevediblità del meteo singaporeno

Stamani mi sono svegliato al suono dell'acqua corrente.
All'inizio pensavo fosse il fiume che passa dietro casa. Negli ultimi giorni ha piovuto spesso e pensavo quindi che si fosse ingrossato.
Dopo aver guardato fuori dalla finestra mi sono però dovuto ricredere. Stava piovendo e decisamente bene. Bene, mi sono detto, occasione buona per lavoricchiare e sistemare casa. La mattinata è quindi passata leggiucchiando articoli e facendo il bravo casalingo: bucato e pulizia pavimento. Verso le due il cielo si è però aperto e mi sono detto "Il frigorifero è vuoto, forse è il caso di fare un po' di spesa." Detto fatto mi sono cambiato e so no andato bel bello verso il centro commerciale.
La passeggiata è stata allietata da un bel sole, cielo azzurro, nessuna nuvola. Neanche il terreno dava l'impressione che avesse piovuto fino a neanche mezz'ora prima. Un'altra mezz'oretta dopo ho fatto scorta dei viveri necessari e mi dirigo verso l'uscita. Prima però mi fermo a comprare un dei deliziosi succhi di frutta (mango e fragola slurp!) Ed all'uscita dal centro commerciale ecco la sorpresa: piove nuovamente a dirotto!
Devo dirlo che, visto il sole, non ho portato l'ombrello?
Nonostante il tempo inclemente cammino per tutto il tratto di strada "coperto", vuoi da tettoie o allungando il percorso passando sotto i porticati dei palazzi. Giunto alla fine del percorso, mi siedo su una panchina riparata e aspetto, pazientemente, che diminuisca un po' gustandomi il succo di frutta ed iniziando la stesura di questo post.
Fortunatamente, ha continuato a piovere solo per un'altra oretta e sono potuto tornare direttamente a casa. Passeggiando sotto un cielo terso ed un sole cocente.

mercoledì 29 febbraio 2012

Leap Year Lunch

Ok, cedo alle pressioni di Cristina e mi metto a scrivere anch'io qualcosa…Quindi perché non iniziare con una delle tante "stranezze" del posto di lavoro?

Premetto che non so se si tratta di un'usanza diffusa a Singapore, ma a quanto pare in università ogni scusa è buona per fare festa. Non sto parlando di una festa per San Valentino (che c'è stata tra l'altro, con tanto di gelato e biscotti regalo per i dipendenti) o simili avvenimenti: sto parlando del "pranzo per l'anno bisestile"!

Ebbene sì! Circa una settimana prima del famigerato 29 febbraio ho visto spuntare nella casella di posta un' e-mail che invitava ad iscriversi per partecipare ad un pranzo, per lo staff, per celebrare il giorno aggiuntivo del 2012.

Beh, che dire, non avendo trovato trappole nascoste (tipo richieste di soldi da parte di qualche associazione o discorsi lunghi e tediosi) ho deciso di iscrivermi. Come potevo dire di no a del cibo gratis!Alla fine il pranzo si è rivelato un classico buffet di cibo cinese e, cosa che invece mi ha sorpreso, di una estrazione a premi. In effetti registrarsi serviva a sapere quanti premi mettere a disposizione, anche perché non serviva identificarsi per arraffare il cibo.

I premi consistevano in un pacchetto di cantucci, sì avete letto bene "cantucci", oppure in un voucher da 5 SGD. Non ci crederete ma ho pescato i soldi!

Alla fine il 29 febbraio non è andato tanto male: pranzo gratis e 5 dollari da spendere al supermercato.. mi sa che in futuro starò più attento a questo genere di eventi!

giovedì 16 febbraio 2012

Food court

Avevo promesso che vi avrei parlato delle food court ed eccomi qua!
Parto dal fatto che tradurre letteralmente la parola non ha un gran significato, definirei una food court come una grande mensa.
Queste mense sono composte da diversi stall, ognuno dei quali specializzato nella preparazione di qualche piatto, dove la gente prende il cibo che più gli aggrada e si siede in tavoli da 3 o più persone.



Uno stall è fondamentalmente una specie di bagarino; c'è quello della "zuppa fai da te" dove ci sono verdure principalmente, pesce e tofu, e con una pinza si scelgono gli ingredienti che si vogliono mettere nella zuppa. Il tizio dietro il bancone prende la vostra ciotola e cucina le vostre verdurine in meno di 3 minuti, aggiunge brodo di cottura e il gioco è fatto! Si può anche scegliere se aggiungere noodle (4 versioni) o riso bollito. Il tutto per la modica cifra di 3.80 sgd.
Un altro stall invece è quello del mixed rice: qui si prende una porzione di riso bianco bollito e si aggiunge carne, pesce, verdure, e altre cose cucinate in vari modi (il mio mix preferito è beancurd in salsa di soia, patate saltate con una salsina agrodolce e germogli di soia con zenzero).
Poi ci sono altri stall diversi, quello giapponese (niente sushi però!) dove si mangia davvero giapponese; lo stall coreano, per i Veri amanti del piccante (Stefano alla seconda volta ha mollato la sfida), lo stall del claypot dove principalmente cucinano del porridge di riso insieme ad altro in ciotole di terracotta.
Ci sono altri stall a cui non penso mi avvicinerò mai, tipo il super rinomato "herbal soup" dove il piatto forte è la zuppa "buddha jumps over the wall" (una zuppa puzzolentissima fatta di maiale), simile allo stall di cui avevo già accennato dove cucinano zuppe solo ed esclusivamente con interiora di maiale. Bleaah!!
Il western… ovvero, cosa intendono i cinesi per cibo occidentale: fish & chips, bocconcini di pollo, spaghetti con ragù di pollo, sugo di pomodoro e funghi alla panna, e altri sughi che mi rifiuto di elencare. Qui davvero evito di passarci!



I prezzi sono davvero economici, con un massimo di 5/6 dollari sg si mangia e si è belli pieni! Magari non è sanissimo o sicuro al 100% (sono sicura di aver mangiato del maiale nonostante abbia chiesto vegetariano, ma ne sono consapevole).

Le food court possono essere all'aperto o all'interno dei centri commerciali. Ovviamente quelle all'aperto sono meno pulite e carine di quelle chiuse, ma salvo quella vicino casa, noi preferiamo andare in quelle al coperto o meglio ancora mangiare a casa!!
In questi mesi ne abbiamo girate parecchie, e io mi sono fatta la top list di dove andare a mangiare e cosa proprio come fanno qui a Singapore; la gente per andare a mangiare il suo piatto preferito è disposta a spostarsi da una parte all'altra dell'isola!
Al primo posto c'è l'indiano al cc Raffle Place dove fanno un prata (pane morbito indiano) davvero davvero buono!!
Al secondo posto c'è il vegetariano a Plaza Singapura dove prendo sempre i noodle di riso con beancurd (baccello di soia trattato) e spring roll.
Al terzo posto c'è la zuppetta di verdure che prendo da una tipa antipatica che mi parlava in cinese all'inizio, ma che poi ha capito che era meglio passare all'inglese con me!

Come sempre, spero che dalle foto si possa capire qualcosa!!
Buon appetito!!





mercoledì 8 febbraio 2012

Centri commerciali

Ho sempre e solo accennato ai centri commerciali di Singapore. Forse è il caso che ve ne parli un po' di più e in modo approfondito.

Secondo wikipedia in totale ci sono 82 centri commerciali su tutta l'isola (senza contare quelli in costruzione).
A parer mio, ne manca sicuramente qualcuno.
Non male per un paese malato di shopping, dove la gente compra sempre qualcosa. Mi sono chiesta parecchie volte com'è possibile che qualsiasi centro commerciale sia affollato a qualsiasi ora del giorno, tutti i giorni, ma tuttora rimane un mistero.
Avete presente i nostri centri commerciali? Ok, dimenticateveli!
Per darvi un'idea: solitamente sono composti da 2 o 3 basement (i piani sotterranei) per poi alzarsi fino a 4/5 piani. Ovviamente questa è la media, ci sono più piccoli, tipo quello nel nostro quartiere che ha solo due basement e 3 piani, oppure qualcosa di più grosso dove ci sono quattro basement e 8 piani. Ovviamente sto parlando solo di negozi, gli uffici sono nel palazzo sopra e hanno entrate separate. Non male vero?
Il centro commerciale più grosso di Singapore è il VivoCity con 340 negozi, un cinema, due department store (la coin o la rinascente per intenderci). Sono solo 5 piani in tutto ma copre una superficie di 96.600 metri quadrati! Esclusi i parcheggi ovviamente.
Ma ce ne sono altri con molti più piani e negozi, ma questo è il più vasto tra tutti.

Parliamo di negozi…
In linea generale, tutti i cc comprendo una (o più) food court, di cui spero riuscirvi a parlare presto, una vasta scelta di ristoranti, fast food, "baretti" e bancarelle per il cibo di vario genere che possono trovarsi o al basement più basso o al piano più alto. Nel mezzo c'è il mondo… negozi di tutti i generi, abbigliamento, accessori, sportivi, elettronica, arredamento, e qualsiasi altra cosa vi possa venire in mente. Ovviamente è facile trovare le stesse identiche cose se si entra nel department store, e quindi si può anche scegliere se andare a comprare lì o nel negozio.

Quasi tutti i cc sono, nel vero senso della parola, appiccicati alle fermate della metropolitana; usciti dai tornelli della metro si entra direttamente, senza dover fare strani giri o camminare troppo.
Quello più simpatico ma anche insignificante a parer mio è CityLink, che collega ben 4 centri commerciali, sempre che non ci si voglia fermare a RafflePlace, prendendo le scale a sinistra invece che a destra!
Faccio un appunto: in tutti e cinque i centri commerciali qui sopra i negozi sono sempre gli stessi, si trova il negozio A in almeno tre posti su cinque.
E dopo aver studiato economia per 9 lunghi anni, non riesco a capire come fanno a non essere ancora falliti tutti...

Non so se riesco a spiegare realmente cosa significa centro commerciale a Singapore. La gente ci vive, passa intere giornate, ci fa affari seduti al tavolo di un fast food, si incontra; per fortuna alle 10 di sera chiudono e fino alle 10/11 del mattino seguente non c'è nessuno.

Gironzolando qua e là ho fatto alcune foto per darvi un po' l'idea… spero si capisca qualcosa!













martedì 31 gennaio 2012

Nevica, ma non qui!

E così è arrivata la tanto attesa neve... o meglio, è arrivata in Italia la neve, non certo qui!! Al massimo qui può arrivare l'ennesimo acquazzone! Nella grande "Busti" ne è scesa poca a quanto sembra, ma da Varese in poi voci di corridoio parlano di 30-40 centimetri, se non di più.

A me la neve non manca, ho ancora vivido il ricordo dell'anno scorso a spalare neve in cortile con mia madre mentre i vecchietti del piano di sopra ci guardavano dalla finestra. L'unico lato positivo era il mio peloso amore a quattro zampe che correva come una pazza (nonostante i suoi annetti) in giro per il cortile, buttandosi sulla neve! Io ovviamente per giocare le buttavo addosso la neve che tiravo su :)

A Stefano invece la neve, il freddo e il ghiaccio mancano parecchio (sarà che non ha una grande affinità con il caldo, soprattutto equatoriale). Quest'anno però può solo sognarsi i pinguini, ad esclusione di quelli che ci accolgono con l'aria condizionata nei centri commerciali o sulla metropolitana.

Per farmi più partecipe dei pochi fiocchi che sono scesi dalle mie parti, mi sono arrivate le foto del mio cagnolone a spasso sulla neve! Non potevo non condividerle!!




Questo invece è l'acquazzone che è arrivato mentre scrivevo questo post... spero si capisca la quantità di acqua che stava scendendo!


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